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Ogliarola Barese

Ogliarola barese

L’ogliarola nelle due Province di Bari e Foggia prende, rispettivamente, il nome di ogliarola barese e ogliarola garganica. Esse sono geneticamente identiche ma fenotipicamente differenti per la varietà di caratteristiche pedoclimatiche. L’ogliarola è una importante cultivar da olio tipica della Puglia, presente principalmente da Bari a Foggia e, in misura minore, nelle altre province pugliesi.

La Cultivar Ogliarola Barese: le sue origini e cenni storici

Riportata da Giovanni Presta, medico e agronomo originario di Gallipoli, che nella sua pubblicazione Memoria intorno ai sessantadue saggi diversi di olio, del 1855, scriveva: “La cultivar Il N. XI. ha l’ Olio dell’ uliva, che è detta in Taranto Baresana , o Varisana, perciocché forse da Bari si ebbe la prima volta, e presunta quando elle già nereggia.”.


Sinonimi della cultivar Ogliarola Barese in Puglia

‘Cima di Bitonto, ‘Baresana’, ‘Marinese’, ‘Nostrana’, ‘Paesana’


L’albero: presenta una vigoria media-elevata, un portamento espanso-assurgente e densità della chioma medio-fitta.

L’infiorescenza: presenta una mignola lunga con un numero di fiori medio e una struttura rada.

La foglia: presenta una forma ellittica, una lunghezza ed una larghezza media; la curvatura longitudinale della lamina è piana e il colore della pagina superiore è verde intenso.

Il frutto: presenta un peso medio, una forma ellissoidale, leggera asimmetria, con una posizione del diametro medio trasversale massimo collocato centralmente. L’apice e arrotondato e la base arrotondata. L’umbone è appena evidente.

L’epoca di fioritura dell’Ogliarola barese è precoce-intermedia e di durata breve (14 gg.), mentre l’epoca di invaiatura è media e scalare.

L’ Ogliarola barese entra in produzione precocemente. Le produzioni sono buone ma alternati. L’inoliazione è tardiva ma raggiunge valori mediamente elevati a fine novembre.

E’ una cultivar parzialmente autofertile ed ha una fioritura contemporanea alle cultivar: Coratina, Mele, Cellina barese e Termite di Bitetto.

La cultivar non è particolarmente ricca di fenoli, ed ha una composizione di acidi grassi che risulta nella media degli oli meridionali, con un percentuale media di Acido oleico del 73 %. L’olio presenta una bassa resistenza all’irrancidimento.

L’olio si presenta con un fruttato intenso di oliva e di altra frutta matura. Evidente la presenza e la persistenza al gusto del piccante con note gradevoli di mandorla, pomodoro.

L’Ogliarola barese è presente su una superfice di oltre 30.000 Ha nella provincia di Bari, e altri 5.000 Ha nelle altre province pugliesi.

DALENA P., Olivo e olio, in Id. (a cura di), Mezzogiorno rurale. Olio, vino e cereali nel Medioevo, Bari, Adda, 2010, pp. 15–121.

PRESTA G., Memoria sui saggi diversi di olio e su della ragia di ulivo della penisola salentina messi come in offerta a Sua Maestà Imperiale Caterina II, la Pallade delle Russie, 1794.

Fonte iconografica: LOMBARDO N. et A.A. (a cura di), 2004, Contributo alla caratterizzazione del germoplasma olivicolo pugliese. Istituto Sperimentale per l’Olivicoltura. Rende (CS).

A cura di:

Prof.ssa Maria Lisa Clodoveo
Dipartimento Interdisciplinare di Medicina
Università degli Studi di Bari

Dott. Enzo Perri
Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA)
Dirigente di Ricerca
Direttore del CREA Centro di ricerca Olivicoltura, Frutticoltura ed Agrumicoltura