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Cultivar di olivo da mensa coltivata in Puglia

Ogliarola Salentina

Ogliarola salentina, la tipica cv da olio della Puglia

È la cultivar più diffusa in Puglia, essendo presente nelle province di Lecce, Brindisi, Bari e Taranto.

La Cultivar Ogliarola Salentina: le sue origini e cenni storici

Secondo De Robertis la Puglia registra una importante diffusione della coltura dell’olivo dall’inizio del V secolo d.C.. Non a caso Ambrogio Teodosio Macrobio tra il IV e il V secolo, nei Saturnalia, riporta il nome della varietà di olivo “Sallentina” tra le 16 varietà note; mentre Columella nelle sue 10 varietà non cita la Sallentina, ma la Calabrica, che potrebbe essere un sinonimo, se si considera che il Salento era chiamato in quell’epoca “Calabria”. Infine, Giovanni Presta, medico e agronomo di fine ‘700, descrive l’Ogliarola che “Fin da’ tempi li più rimoti fu essa sempre la preferita, e la comunale, talché senz’altro si deve dire la stessa, che dai Latini solea chiamarsi la Salentina.”


Sinonimi della cultivar Ogliarola Salentina in Puglia

‘Cima di Mola’, ‘Cima di Monopoli’, ‘Chiarita’, ‘Mennella’, ‘Ogliarola di Lecce’, ‘Ogliarola’


L’albero:  presenta una vigoria elevata, un portamento espanso e una densità della chioma medio-fitta.

L’infiorescenza: presenta una lunghezza media e un numero di fiori medio con struttura compatta.

La foglia: presenta una forma ellittico-lanceolata con una lunghezza e larghezza media; la curvatura longitudinale della lamina è piana.

Il frutto: presenta un peso basso, una forma ellissoidale con una posizione del diametro medio trasversale massimo collocato centralmente. L’apice è appuntito e la base troncata. L’umbone appena evidente mentre le lenticelle sono numerose e piccole.

L’epoca di fioritura della cultivar Ogliarola salentina è tardiva e di breve durata (gg. 13); mentre l’epoca di invaiatura è media e scalare.

Punti di forza di tale cultivar sono la precoce entrata in produzione, le buone produzioni nelle annate di carica ed un elevato contenuto in olio. Di contro, gli aspetti negativi sono dati dal bassissimo peso delle drupe e dalla inoliazione scalare e tardiva.

La varietà fiorisce contemporaneamente alle cultivar: Cellina di Nardò e Nociara.

La cultivar è caratterizzata da un basso contenuto in acido oleico, intorno al 72 %, e da un alto contenuto di acido palmitico, per cui il rapporto acidi grassi insaturi/acidi grassi saturi è molto basso. Medio-basso il contenuto in fenoli totali, in media pari a 135 ppm (ac. Caffeico).

L’olio presenta un fruttato medio di oliva e di altra frutta, piccante leggero e persistente, amaro leggero con piacevole sentore di mandorla.

L’Ogliarola salentina, prima della Xylella fastidiosa, era presente su una superfice di circa 130.000 Ha, con presenza significativa in diverse province. In provincia di Lecce su una superfice di oltre 50.000 Ha, in provincia di Brindisi su una superfice 40.000 Ha, in provincia di Bari su una superficie di circa 25.000 Ha, mentre su oltre 10.000 Ha in provincia di Taranto. Assieme alla Cellina di Nardò, è la principale varietà della denominazione di origine controllata DOP “Terra d’Otranto”.

DALENA P., Olivo e olio, in Id. (a cura di), Mezzogiorno rurale. Olio, vino e cereali nel Medioevo, Bari, Adda, 2010, pp. 15–121.

PRESTA G., Memoria intorno ai sessantadue saggi diversi di olio, 1786, Degli ulivi, delle ulive, e della maniera di cavar l’olio, del 1793.

Fonte iconografica: LOMBARDO N. et A.A. (a cura di), 2004, Contributo alla caratterizzazione del germoplasma olivicolo pugliese. Istituto Sperimentale per l’Olivicoltura. Rende (CS).

A cura di:

Prof.ssa Maria Lisa Clodoveo
Dipartimento Interdisciplinare di Medicina
Università degli Studi di Bari

Dott. Enzo Perri
Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA)
Dirigente di Ricerca
Direttore del CREA Centro di ricerca Olivicoltura, Frutticoltura ed Agrumicoltura