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Pasola

Cultivar a duplice attitudine, presente in maniera modesta in tutte le provincie pugliesi.

La Cultivar Pasola: le sue origini e cenni storici

La cultivar viene citata da Giovanni Presta, nelle sue pubblicazioni Memoria su i saggi diversi di olio del 1786 e Memoria intorno ai sessantadue saggi diversi di olio, del 1786, e nel suo successivo trattato Degli ulivi, delle ulive, e della maniera di cavar l’olio, del 1793. In particolare, nella seconda sua opera l’apprezza molto come oliva da mensa, sostenendo che “La Pasola suol essere primaticcia più di qualunque, ed è buonissima da mangiarsi, o un po rivolta sotto le ceneri calde, o soffritta con un po di olio in padella.”


Sinonimi della cultivar Pasola in Puglia

‘Fasola’, ‘Passula’


L’albero: presenta una vigoria elevata, un portamento espanso-assurgente e densità della chioma media.

L’infiorescenza: presenta una mignola con una lunghenzza media, con un numero di fiori medio e una struttura compatta.

La foglia: presenta una forma ellittica, una lunghezza ed una larghezza media; la curvatura longitudinale della lamina è piana e il colore della pagina superiore è verde intenso.

Il frutto: presenta un peso medio, una forma sferica con una posizione del diametro medio trasversale massimo collocato centralmente. L’apice è rotondo e la base trocata. L’umbone è assente.

La ripresa vegetativa e la mignolatura sono varabili, l’epoca di fioritura è intermedia e di durata corta (13 gg.), mentre l’epoca di invaiatura delle drupe è precoce e scalare.

La Pasola ha un peso delle drupe medio, ha un buon rapporto polpa/nocciolo, ed è caratterizzata da un’invaiatura precoce. Le buone caratteristiche merceologiche-gustative della polpa ne fanno una buona oliva da mensa. Ha una inoliazione tardiva e scalare.

E’ una cultivar autosterile e fiorisce contemporaneamente alle cultivar: Ogliarola barese, Frangivento e Cellina barese.

La cultivar non è particolarmente ricca di fenoli, ed ha una percentuale media di Acido oleico di poco superiore al 70 %. L’olio presenta una bassa resistenza all’irrancidimento.

L’olio si presenta con fruttato di oliva, amaro e piccante di medie intensità. Al gusto si evidenziano note gradevoli di erba accompagnate da sentori di carciofo e mandorla di lieve intensità. E’ apprezzata come oliva da mensa.

Presente in misura modesta e normalmente sporadica in tutte le provincie pugliesi e negli oliveti della vicina Basilicata.

Perri et al., 2022, Il germoplasma olivicolo del campo collezione del CREA Centro di Ricerca Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura, sede di Rende, Ed. CREA, ISBN 9788833852027.

Fonte iconografica: LOMBARDO N. et A.A. (a cura di), 2004, Contributo alla caratterizzazione del germoplasma olivicolo pugliese. Istituto Sperimentale per l’Olivicoltura. Rende (CS).

Giovanni Presta – Memoria su i saggi diversi di olio,1786; Memoria intorno ai sessantadue saggi diversi di olio, 1786; Degli ulivi, delle ulive, e della maniera di cavar l’olio, 1793.

A cura di:

Prof.ssa Maria Lisa Clodoveo
Dipartimento Interdisciplinare di Medicina
Università degli Studi di Bari

Dott. Enzo Perri
Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA)
Dirigente di Ricerca
Direttore del CREA Centro di ricerca Olivicoltura, Frutticoltura ed Agrumicoltura