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D.O.P. Brindisi, dalla Città bianca alla terra dei castelli

Viaggio nel territorio dell’olio EVO D.O.P. Brindisi, tra il verde degli ulivi secolari, il rosso della terra, il bianco dei muretti a secco

Andiamo alla scoperta del territorio dell’olio EVO D.O.P Brindisi lungo un itinerario che corre parallelo alla costa della Puglia a sud di Ostuni, in una zona collinare caratterizzata dai forti contrasti cromatici: il verde degli ulivi secolari, il rosso della terra, il bianco dei castelli, dei borghi e dei muretti a secco.

Il nostro viaggio parte da Ostuni, la pittoresca ‘città bianca’, abbarbicata su tre colli con i suoi vicoli tortuosi, le sue scalinate e le sue case imbiancate a calce. Nel punto più alto della città è collocata la Concattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta e abbellita da una facciata tardogotica con tre portali sormontati da rosoni. Sulla sua piazza si affacciano anche il Palazzo Vescovile ed il Seminario, collegati da un ponte in pietra chiamato “la Loggia”, e il “Museo delle civiltà preclassiche della Murgia meridionale”, all’interno dei suggestivi spazi dell’ex Monastero Carmelitano di Santa Maria Maddalena dei Pazzi. Il museo custodisce la Donna di Ostuni, i resti di una donna gravida risalente al Pleistocene. Valgono una sosta anche la Chiesa di San Vito Martire, per le sue eleganti linee rococò e il barocco Palazzo Zevallos, residenza degli antichi feudatari napoletani. Prima di ripartire, fermatevi in piazza Libertà ad ammirare la Guglia di S. Oronzo, un ex voto fatto erigere nel 1771 dagli ostunesi in seguito a una pestilenza.

Attorno ad Ostuni incontrerete una campagna lussureggiante, caratterizzata da dolci pendii su cui domina incontrastato l’ulivo dell’olio EVO D.O.P Brindisi, tra lamie, trulli e castelli edificati in epoca normanno-sveva, attorno a cui si raccolgono alcuni dei borghi medievali più belli di Puglia. Risale al XII secolo il Castello Dentice di Frasso di Carovigno, che nella sua struttura urbana ricorda il suo passato di importante centro militare. La fortificazione, che sorge a ridosso del centro storico, ha una caratteristica forma triangolare con torri ai vertici, probabilmente ispirate ai progetti di Francesco di Giorgio Martini. L’aspetto attuale, con porte, finestre e un’elegante balconata, rispecchia le esigenze abitative delle nobili famiglie che lo abitarono a partire dal XVII secolo, quando smise di avere funzioni difensive. Nei sotterranei del castello si possono tuttora vedere neviere e vasche rivestite in pietra per il deposito dell’olio.

Le prelibatezze della cucina brindisina di oggi hanno radici antiche, legate a filo doppio con la cultura dell’olio extravergine di oliva. Qui, nel territorio dell’olio evo D.O.P. Collina di Brindisi, dove le sculture vegetali degli ulivi monumentali scolpiscono il paesaggio può essere interessante visitare il Museo dell’olio di oliva di Fasano.

È custodito nell’antica masseria in contrada Sant’Angelo de’ Graecis che è conosciuta anche come “Abazia di San Lorenzo” proprio perché – secondo il Ministero dei Beni Culturali – l’insediamento produttivo risale al XII secolo nell’insediamento rupestre di Lama di San Lorenzo.

Oggetti che secoli fa erano di uso quotidiano per la produzione dell’olio di oliva come mole, presse in legno e in metallo, catini, fiscoli, mortai, cordami, finimenti per muli, olle, bottiglie, strumenti a vapore e sentine erano destinati alla distruzione. Sono stati, invece salvati dall’allestimento del Museo dell’olio di oliva nelle campagne di Fasano, realizzato nel restaurato frantoio settecentesco.

L’intero territorio brindisino conserva, e continua ad aprire al pubblico, altri interessanti antichi frantoi.

Nel brindisino, esattamente nei pressi di Torre Canne di Fasano, i reperti archeologici hanno rilevato nelle rocce noccioli di olive: le prime popolazioni qui insediate le utilizzavano per la loro alimentazione.

Giungiamo quindi ai Messapi, che abitavano la zona che oggi identifichiamo con Brindisi, Lecce e la parte orientale del tarantino. Seguirono i coloni arrivati dalla Grecia e la dominazione dei Romani: per tutti l’olio di oliva è il tratto comune di unione.

Ancora oggi la cosiddetta “piana degli ulivi”, anche nota come l’area dei millenari di Puglia caratterizza il paesaggio e le abitudini di Dieta Mediterranea pugliese che sono arrivati fino a noi.

È a Monopoli, nel barese, che inizia la cosiddetta piana degli ulivi per poi proseguire verso Fasano, Ostuni e Carovigno fra parchi naturali marini e macchia mediterranea, boschi, piccoli borghi e trulli da esplorare con escursioni organizzate – tutto l’anno – tra percorsi facili e di grande bellezza.

In Puglia questi ulivi antichissimi sono tutelati dalla legge regionale 14 del 2007 sulla Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia”.