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D.O.P. Terra di Bari “Castel del Monte”, sulle tracce di Federico II

Dai castelli medievali alle tombe daune, dalla pura natura delle Murge ai porti pittoreschi: viaggio nel territorio dell’olio EVO D.O.P. Terra di Bari “Castel del Monte”

A nord del capoluogo, a cavallo tra la provincia di Bari e quella di Barletta-Andria-Trani, andando dal mare fino ai rilievi della Murgia, incontrate distese a perdita d’occhio di ulivi dell’olio EVO D.O.P. Terra di Bari “Castel del Monte”. Qui potrete ripercorrere i passi di Federico II, tra castelli medievali, cattedrali romaniche, borghi storici e meravigliosi ambienti di interesse naturalistico, come le profonde gravine scavate nei millenni da fenomeni carsici.

Rifondata nel XII secolo proprio dall’imperatore svevo, dopo essere stata distrutta dai saraceni, Altamura è una dinamica cittadina che sorge su una collina delle Murge. Passeggiando nel centro storico potrete ammirare la Cattedrale, interessante esempio di romanico pugliese e i claustri – nel dialetto locale gnostre – ovvero piazzette chiuse dalle varie abitazioni che in passato avevano una funzione sociale e difensiva. Quel particolare insieme di scale, archi, balconate, ballatoi, anelli di pietra facevano da scenario alle attività quotidiane e sono la testimonianza di una comunità variegata in cui convivevano greci, latini, ebrei e arabi, secondo lo spirito multietnico incoraggiato dal Puer Apuliae. Non perdetevi una visita al Museo Archeologico Nazionale e al Museo dell’Uomo di Altamura, dove scoprire la storia dell’unico scheletro umano del Paleolitico giunto integro fino a noi e appartenuto a un Homo neanderthalensis vissuto tra i 180.000 ed i 130.000 anni fa.

Gravina in Puglia ricorda anche nel nome la profonda spaccatura nella roccia su cui sorge e in cui si rifugiarono gli abitanti dell’antica città romana di Silvium – che sorgeva sulla via Appia – per sfuggire alle invasioni barbariche. Raggiungete il centro storico dalla chiesetta rupestre di Santa Maria della Stella, attraversando il Ponte Acquedotto che offre un panorama spettacolare sulla gravina. Visitate la Cattedrale di origini normanne e fermatevi ad ammirare il portale decorato da scheletri della Chiesa del Purgatorio. Fatta edificare nel Seicento come cappella funeraria dalla famiglia Orsini, è una delle Chiese della morte, luoghi di culto dei defunti frequenti in Puglia. Prima di ripartire, fate una sosta al Museo della Fondazione Pomarici-Santomasi, che ospita importanti collezioni archeologiche e una pinacoteca in un’antica dimora seicentesca.

Attraverso il paesaggio privo di vegetazione tipico delle Murge, arrivate a Poggiorsini, che nel nome rievoca le origini e l’antico fascino di borgo contadino, fondato su un’altura dagli antichi feudatari della zona. Attraverso campi coltivati a grano e ulivi dell’olio EVO D.O.P. Terra di Bari “Castel del Monte” raggiungete poi Spinazzola e proseguite per Minervino Murge, pittoresco borgo arroccato su un colle. Esplorate le vie del paese e ammirate i panorami che si godono dal ‘ balcone della Puglia’, scelto come location da Lina Wertmüller per il suo film I basilischi. Proseguite quindi l’itinerario alla volta di Canosa di Puglia, alla scoperta della sua ricca storia. Sotto il tessuto urbano attuale sono state rinvenute importanti tombe riccamente decorate di epoca dauna, come gli Ipogei Lagrasta e la Tomba Varrese i cui ricchi corredi possono essere ammirati oggi a Palazzo Sinisi, sede della Fondazione archeologica canosina. La stratificazione storica si ritrova nella Basilica di San Leucio, chiesa di età paleocristiana sorta su un tempio ellenistico dedicato a Minerva. Da non perdere sono la Cattedrale di San Sabino, con il mausoleo di Boemondo, vero gioiello architettonico di età medievale e, appena fuori dalla città, il ponte romano sull’Ofanto che insieme ai numerosi resti archeologici di età augustea testimonia l’importanza di Canosa come municipium collocato lungo la via Traiana.

Alberobello, sito U.N.E.S.C.O., è nota in tutto il mondo per il suo centro storico fiabesco fatto di trulli. Ma prima che, in questi ultimi decenni, il turismo diventasse una fonte di reddito per tutto l’anno ad Alberobello c’erano numerosi opifici. Nei trulli si produceva anche l’olio di oliva e, ancora oggi questa antica cultura contadina ed una dedizione assoluta alla qualità continuano a portare ai produttori di extravergine di Alberobello premi e riconoscimenti.
Visitare il piccolo Museo dell’olio (in zona Aia Piccola) consente di spostare lo sguardo sulle dure condizioni di lavoro di un tempo e su quell’orgoglio contadino che – preservando la propria cultura – è diventato il trampolino di lancio per la moderna storia di Alberobello.
La collezione di attrezzi da lavoro, per lo più risalenti all’ottocento ed al primo novecento, rappresentano un modo che conservare la memoria ed esprimere l’amore per il territorio agricolo di Alberobello. Gli oggetti in esposizione sono stati prevalentemente donati dalla famiglia dei fratelli Alviti.

C’è un luogo dove false credenze e vecchie storie legate all’olio extravergine di oliva possono trovare risposta: è il Museo dell’olio e frantoio storico “Terre di Traiano”, ad Andria. È stata una delle prime masserie didattiche della Puglia e l’azienda agricola annovera oltre 100 ettari di estensione di cui 90 sono destinati agli uliveti.

È una masseria fortificata, situata poco distante da Castel del Monte ed ai confini con il Parco nazionale dell’Alta Murgia.

Oggi il Museo dell’olio Terre di Traiano è ospitato in quei luoghi che furono scuderie e magazzini per le carrozze, poi destinati alla produzione e alla conservazione sia di olio che di vino.

Il percorso è istruttivo ed anche sensoriale, poiché comprende la zona degustazione, la sala esposizione ed il Museo dell’olio con numerosi macchinari che raccontano l’evoluzione dell’extravergine fino a pochi decenni fa.

Questo luogo di archeologia industriale consente un viaggio nei secoli, fino ad arrivare alla sua moderna produzione di olio extravergine di oliva biologico.