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D.O.P. Terra di Bari Murgia dei trulli e delle grotte

Viaggio nel territorio dell’olio EVO D.O.P. Terra di Bari Murgia dei trulli e delle grotte, tra antichi borghi marinari e paesaggi fiabeschi

La parte meridionale della Terra di Bari, a ridosso della Murgia, corrisponde all’antica Peucezia ed è un vasto territorio diviso tra collina e mare, tra vocazione agricola, pastorizia e pesca. Il suo paesaggio non potrebbe essere più vario: dalle scogliere di Polignano ai borghi della Valle d’Itria, dalle cavità carsiche di Castellana alle ampie distese di ulivi dell’olio EVO D.O.P. Terra di Bari Murgia dei trulli e delle grotte.

Il nostro itinerario parte da Rutigliano, città dei fischietti di terracotta ma anche importante centro di produzione di uva da tavola della Puglia. Le origini normanne del borgo sono testimoniate dalle due torri superstiti dell’antico castello. Numerosi reperti conservati al Museo archeologico dimostrano come in quest’area la lavorazione della terracotta abbia radici antiche e sia stata tramandata fino ai nostri giorni. Conversano è un’antica città peuceta che domina il litorale adriatico dall’alto di una collina, tra ciliegi e ulivi dell’olio EVO D.O.P. Terra di Bari Murgia dei trulli e delle grotte. La piazza principale è sovrastata dall’imponente Castello normanno, trasformato in elegante dimora signorile nel corso dei secoli, quando la città divenne un feudo degli Acquaviva d’Aragona. All’interno del Castello è ospitata la Pinacoteca comunale che vale una visita soprattutto per le dieci grandi tele della Gerusalemme Liberata dipinte nel Seicento da Paolo Finoglio. Prima di ripartire, fate una sosta in Cattedrale per ammirare l’icona della Madonna della Fonte e al convento di San Benedetto, che vanta un bellissimo chiostro medievale.

Dopo una sosta a Castellana Grotte, per visitare uno dei complessi di cavità sotterranee di origine carsica più belli d’Italia, facciamo tappa a Putignano, centro di origini peucete noto soprattutto per la sfilata di carri allegorici in cartapesta del Carnevale. Nel centro storico, ricco di scorci suggestivi e di antiche residenze nobiliari, visitate il Museo Civico, ospitato nell’ex Palazzo del Balì, il rettore dell’Ordine dei Cavalieri di Malta. L’aspetto attuale e gli arredi di quello che ora è conosciuto come Palazzo del Principe risalgono all’Ottocento, quando divenne dimora dei Romanazzi Carducci. Attraversando rigogliosi boschi di fragno arriverete a Noci, dove potrete perdervi tra le gnostre del centro storico, piccole corti comuni in cui un tempo si svolgeva la vita del vicinato. Proseguite quindi per il fiabesco borgo di Alberobello, il cui centro storico, costituito da un migliaio di trulli, è stato inserito tra i luoghi patrimonio dell’Unesco. Locorotondo offre scorci panoramici sulla Valle d’Itria dalla cima di una collina, con le sue stradine concentriche e le sue case imbiancate a calce. La campagna circostante, punteggiata di trulli e ulivi dell’olio EVO D.O.P. Terra di Bari, è tra le più affascinanti della Puglia.

Alberobello, sito U.N.E.S.C.O., è nota in tutto il mondo per il suo centro storico fiabesco fatto di trulli. Ma prima che, in questi ultimi decenni, il turismo diventasse una fonte di reddito per tutto l’anno ad Alberobello c’erano numerosi opifici. Nei trulli si produceva anche l’olio di oliva e, ancora oggi questa antica cultura contadina ed una dedizione assoluta alla qualità continuano a portare ai produttori di extravergine di Alberobello premi e riconoscimenti.

Visitare il piccolo Museo dell’olio (in zona Aia Piccola) consente di spostare lo sguardo sulle dure condizioni di lavoro di un tempo e su quell’orgoglio contadino che – preservando la propria cultura – è diventato il trampolino di lancio per la moderna storia di Alberobello.

La collezione di attrezzi da lavoro, per lo più risalenti all’ottocento ed al primo novecento, rappresentano un modo che conservare la memoria ed esprimere l’amore per il territorio agricolo di Alberobello. Gli oggetti in esposizione sono stati prevalentemente donati dalla famiglia dei fratelli Alviti.

C’è un luogo dove false credenze e vecchie storie legate all’olio extravergine di oliva possono trovare risposta: è il Museo dell’olio e frantoio storico “Terre di Traiano”, ad Andria. È stata una delle prime masserie didattiche della Puglia e l’azienda agricola annovera oltre 100 ettari di estensione di cui 90 sono destinati agli uliveti.

È una masseria fortificata, situata poco distante da Castel del Monte ed ai confini con il Parco nazionale dell’Alta Murgia.

Oggi il Museo dell’olio Terre di Traiano è ospitato in quei luoghi che furono scuderie e magazzini per le carrozze, poi destinati alla produzione e alla conservazione sia di olio che di vino.

Il percorso è istruttivo ed anche sensoriale, poiché comprende la zona degustazione, la sala esposizione ed il Museo dell’olio con numerosi macchinari che raccontano l’evoluzione dell’extravergine fino a pochi decenni fa.

Questo luogo di archeologia industriale consente un viaggio nei secoli, fino ad arrivare alla sua moderna produzione di olio extravergine di oliva biologico.