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OLIO EXTRAVERGINE D.O.P. “COLLINA DI BRINDISI” (dal 1998)

CARATTERISTICO DI:
Brindisi e della sua provincia, nel territorio amministrativo dei Comuni di Carovigno, Ceglie Messapica, Cisternino, Fasano, Ostuni, San Michele Salentino, San Vito dei Normanni, Villa Castelli.

Questo extravergine di oliva è uno dei tesori di collina del brindisino, come già suggerisce il suo nome. Le caratteristiche che lo differenziano provengono dall’altopiano calcareo delle Murge, che degrada rapidamente verso la fascia costiera del Mare Adriatico ed a Sud discende gradatamente verso la pianura Messapica, fra le province di Brindisi e Lecce, fino a lambire la provincia di Taranto.

I primi documenti, come ricorda il Disciplinare della D.O.P. Collina di Brindisi, risale ad atti notarili del XII secolo riguardanti “le compravendite di olio d’oliva, ma è palese che la costituzione degli oliveti risale ad epoca precedente”. Lo straordinario valore commerciale è evidenziato, prosegue il Disciplinare di produzione dal “ruolo che assunse l’olio d’oliva sin dal Medioevo fu quello di pregiata forma alternativa di valuta di scambio: era talmente prezioso disporre di tale dorata prelibatezza, che veniva utilizzata per l’acquisto di capi di bestiame od altri rari generi occorrenti alle famiglie del tempo”.


La varietà predominante in questi territori fu già da Plinio denominata Olea lapygia, oggi più comunemente chiamata “Ogliarola”. Non sorprende, allora, un panorama disseminato di olivi plurisecolari dai tronchi contorti come bellissime sculture vegetali che si alternano armoniosamente con giovani oliveti, fra muretti a secco e trulli, masserie e lamie. Spicca la cura di questa terra dal colore rosso vivo, in cui le generazioni si succedono nel produrre eccellenze.

Ancora oggi l’Ogliarola, come aveva osservato Plinio, resta la varietà più diffusa nel brindisino, soprattutto negli oliveti fra Fasano ed Ostuni. La sua rusticità, e cioè la capacità di adattarsi sia al suolo di questo territorio che alla sua aridità, oggi sembra quasi contrastare idealmente con il lusso che caratterizza la provincia di Brindisi. Sulle tavole di quelle masserie, anticamente luoghi di lavoro, restaurate e divenute resort a quattro e a cinque stelle, l’olio extravergine D.O.P. Collina di Brindisi è il simbolo della Dieta Mediterranea pugliese.

Gli ortali che costeggiano l’Adriatico sono la fonte, tutto l’anno, di ortaggi anche da semi varietali locali come, per esempio, il pomodoro regina Presidio Slow Food. In autunno, inverno e primavera le erbe spontanee commestibili caratterizzano la proposta di ristoranti ed osterie e trattorie, tradizionalmente con un filo di olio extravergine di oliva aggiunto anche a crudo, conferendo un tocco caratteristico che dona lucentezza e profumo alla cucina locale. Dalla terra al mare, in un incrocio di tradizioni e popolazioni arrivate, fra l’altro, dai vicini Balcani spicca la cultura della pianta di olivo originaria del Medio Oriente.


Passione e amore nel tramandare la cultura dell’olio, accogliendo senza sosta l’innovazione tecnologica, fanno in modo che l’extravergine D.O.P. Collina di Brindisi richieda non solo la provenienza da una determinata area geografica, delimitata come quella idonea. Ogni volta che scegliamo un olio D.O.P. esso ci offre un livello qualitativo di standard elevato che poggia sul Disciplinare di produzione e che, anno dopo anno, ci garantisce di ritrovare quella bontà e quelle caratteristiche nutraceutiche a cui aspiriamo.

In campo come è previsto dal Disciplinare, “la difesa fitosanitaria degli oliveti deve essere effettuata secondo le modalità di lotta guidata”. È una ulteriore garanzia per il consumatore dell’olio D.O.P. Collina di Brindisi poiché indica l’obbligo di utilizzo di un sistema dedicato alla difesa antiparassitaria nel quale i trattamenti non vengono fatti con periodicità fissa. In pratica, l’olivicoltore interviene quando gli appositi sistemi di monitoraggio segnalano che ciò è indispensabile.

Per dare certezza che l’olio extravergine D.O.P. Collina di Brindisi provenga dalle preziose olive del brindisino, il Disciplinare prevede che “le operazioni di estrazione dell’olio e di confezionamento devono essere effettuate nell’ambito dell’area territoriale delimitata”. Inoltre, specifica che “la resa massima di olive in olio non può superare il 25%”. Ogni sforzo, dal campo al frantoio fino all’imbottigliamento, mira a fare in modo che si producano oli con il marchio D.O.P. Collina di Brindisi “che presentino il più fedelmente possibile le caratteristiche peculiari originarie del frutto”.

L’olio extravergine di oliva D.O.P. Collina di Brindisi all’immissione al consumo deve possedere le seguenti caratteristiche chimiche ed organolettiche:

  • colore dal verde al giallo
  • odore di fruttato medio
  • sapore di fruttato con leggera percezione di amaro e piccante
  • punteggio al Panel test >=6,5
  • acidità max 0,8%
  • numero di perossidi =< 14 Meq O2 /Kg

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