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OLIO EXTRAVERGINE D.O.P. “DAUNO” (dal 1997)

Caratteristico di:
Foggia
e della sua provincia, contraddistinta obbligatoriamente da quattro menzioni geografiche che sono “Basso Tavoliere”, “Gargano”, “Alto Tavoliere” e “Sub Appennino”.

Dalle olive di varietà: 80% Peranzana o Provenzale per ‘Dauno’Alto Tavoliere”; 70% Coratina per ‘Dauno’ “Basso Tavoliere”; 70% Ogliarola Garganica per ‘Dauno’ “Gargano”; 70% Ogliarola, Coratina, Rotondella da sole o congiuntamente per ‘Dauno’ “Sub Appennino”.

Biodiversità è la parola che racchiude la Daunia che esprime il più variegato arcobaleno gusto olfattivo degli oli extravergine della Puglia a marchio D.O.P.. La natura, generosa, ha donato all’estremo lembo Nord del tacco d’Italia montagne e altopiani, foreste e brezze del vicino mare Adriatico. Fra storia, e leggenda, questa terra protesa verso i Balcani e verso Gerusalemme, ha rappresentato un fulcro di civiltà. I Dauni erano così chiamati dai Greci per identificare coloro che abitavano nella Puglia settentrionale nella zona fra l’Ofanto e il Fortore. Il loro eponimo era Dauno che, secondo la leggenda, sarebbe stato figlio di Licaone e venne in Italia con i fratelli Iapige e Peucezio. Assaporare la D.O.P. Dauno vuol dire tuffarsi nella cultura del territorio di cui è espressione. Il suo disciplinare di produzione spalanca le porte su di una storia millenaria che lega Foggia all’olio di oliva.


Nel Gargano, andando indietro all’epoca romana, ci sono frammenti di un trappeto nell’anfratto monastico di Santa Maria di Pulsano, a Monte Sant’Angelo, città dei due siti U.N.E.S.C.O. dove una bolla papale del XVIII secolo emanava una normativa per regolare l’ammasso e il traffico di olio. La coltura dell’olivo, dal Gargano, si sarebbe estesa nel foggiano con intensi commerci soprattutto via mare.

Il disciplinare di produzione ci spiega perché la D.O.P. Dauno ha ben quattro menzioni geografiche. “Il sistema di espansione della coltura in provincia di Foggia, per la conformazione del territorio, ha portato a individualità geografiche di produzione che, pur con una matrice produttiva comune, evidenziano peculiarità di immagine qualitativa dovute sia alla differente composizione percentuale delle varietà di produzione dell’olio Dauno, sia alla particolare conformazione orografica dei quattro areali di coltivazione corrispondenti alle quattro menzioni geografiche aggiuntive che sono: Dauno Alto Tavoliere, Dauno Basso Tavoliere, Dauno Gargano, Dauno Sub Appennino.

Nelle nostre cucine si sta lentamente affermando la necessità di avere più di un olio a disposizione, a seconda dell’utilizzo. Tradizione familiare, gusto personale, abitudini da parte dell’appassionato di cucina, e di olio EVO, possono guidare la nostra scelta in cucina. Dalla teoria alla pratica, la degustazione degli oli extravergine per poi poter decidere anche perché i produttori, i frantoiani, i mastri oleari, possono variegare ulteriormente l’olio EVO a seconda del momento che scelgono per la raccolta, del tipo di lavorazione e dell’arte del blend fra varietà di olive, fermo restando che per tutte le quattro denominazioni la raccolta deve avvenire entro il 30 gennaio.


È importante ricordare che, per garantire al consumatore che le olive e l’olio provengano dal foggiano, il disciplinare di produzione specifica come il confezionamento dell’olio extravergine D.O.P. Dauno debba essere fatto nella provincia di Foggia.

Ogni operatore della filiera (olivicoltore, frantoiano e confezionatore), ciascuno per la fase del processo produttivo in cui è coinvolto, effettua una serie di controlli finalizzati a verificare la tracciabilità del prodotto. In particolare, l’olivicoltore, al momento della consegna delle olive al frantoio, si accerta di aver rispettato le prescrizioni di coltivazione disciplinate, le rese e le date di raccolta, di conferire le olive a frantoiani iscritti alla D.O.P. Dauno dandone evidenza attraverso la documentazione di trasporto o documentazione sostitutiva. Il frantoiano, in accettazione, verifica la provenienza del prodotto, la corretta identificazione delle olive, il rispetto delle date di raccolta.

Durante il processo di molitura, è il frantoiano che provvede a registrare i dati che mostrino la rintracciabilità della partita di olio a partire dalle olive molite. L’olio ottenuto viene identificato e separato in funzione della sottozona e delle varietà previste dal disciplinare e, infine, stoccato in appositi tank identificati con la dicitura: olio D.O.P. D dauno specificando la varietà delle olive e la menzione geografica.