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OLIO EXTRAVERGINE D.O.P. “TERRA DI BARI” (dal 1998)

CARATTERISTICO DI:
Bari e della sua provincia e della B.A.T. (Barletta-Andria-Trani) accompagnato da una delle seguenti menzioni geografiche aggiuntive: “Castel del Monte“, “Bitonto“, “Murgia dei Trulli e delle Grotte“.

Dalle olive di varietà:
80% Coratina per ‘Terra di Bari’ “Castel del Monte”; 80% Cima di Bitonto o Ogliarola Barese e Coratina per ‘Terra di Bari’ “Bitonto”; 50% Cima di Mola per ‘Terra di Bari’ “Murgia dei Trulli e delle Grotte”,

I confini della natura e quelli politico amministrativi non sempre coincidono ed è proprio che è avvenuto nella Denominazione di Origine ProtettaTerra di Bari”. La D.O.P. è nata nel 1998, facendo riferimento all’intera Provincia di Bari ma, nel 2004, è stata istituita la sesta Provincia della Puglia denominata Barletta-Andria-Trani (B.A.T.) che comprende dieci Comuni, alcuni dei quali erano parte della Provincia di Foggia. I Comuni della B.A.T., oltre ai tre del capoluogo sono: Bisceglie, Canosa, Trinitapoli, San Ferdinando di Puglia, Margherita, Minervino Murge e Spinazzola.

La storia più recente è di una olivicoltura all’avanguardia, da decenni attenta a valorizzare le sue principali cultivar come la Coratina, la Cima di Bitonto e la Cima di Mola. La D.O.P. “Terra di Bari” dedica grande impegno alla crescita della cultura dell’olio nei consumatori e nelle nuove generazioni.

La conoscenza diventa il punto di incontro fra l’intenso lavoro in campo, ed in frantoio, dell’olivicoltore e dell’intera filiera produttiva, con il consumatore che comincia a riconoscere le piacevoli note di piccante naturale di alcuni di questi oli come una caratteristica positiva, nonché con valore nutraceutico.


Antichissimo è il legame fra l’olio di oliva e il territorio di Bari e della B.A.T. dove, in particolare, Andria è considerata una delle capitali pugliesi e italiane dell’olio extravergine di oliva. La vocazione alla produzione dell’olio, in questa zona, ha origini addirittura risalenti all’età neolitica.

La significativa diffusione degli oliveti e dei frantoi, ancora oggi numerosi, è legata all’epoca dell’antica Roma come narrano documenti in cui si illustra la coltivazione dell’olivo e le modalità di lavorazione delle olive.

A proposito dell’olio D.O.P. Terra di Bari’ soffermiamoci su di una coincidenza di date: il 2004 è l’anno istitutivo della B.A.T. ma anche della Parco nazionale dell’Alta Murgia, in cui rientrano alcuni dei Comuni che vantano la Denominazione di Origine Protetta dell’olio extravergine di oliva.

La scelta di articolare la D.O.P. ‘Terra di Bari’ in tre menzioni di indicazione geografica è legata evidentemente ad un territorio molto variegato, che va dalle montagne al mare, dal Parco dell’Alta Murgia fino ad una delle saline più grandi d’Europa, in cui prosperano alcune varietà di ulivo condivise ed altre più caratteristiche di alcune zone.

Senz’altro l‘olio evo fa parte della storia dei popoli del Mediterraneo e, nel barese e nella B.A.T., caratterizza l’economia del comparto agroalimentare così come la sua cultura gastronomica. Dall’antipasto fino al gelato all’olio evo, qui, le degustazioni sono all’insegna dei sapori tipici pur aprendo lo sguardo all’innovazione. Dal vino di Nero di Troia fino alla burrata, dal pesce freschissimo fino al pane D.O.P. di Altamura, con un filo di olivo evo, il paniere enogastronomico della ‘Terra di Bari’ è vastissimo. Su tutto domina il maniero federiciano di Castel del Monte, da cui prendono il nome sia l’olio che il vino D.O.P.


A suggellare il patto fra produttori e consumatori, garantendo che le olive e quindi l’olio pregiato D.O.P. ‘Terre di Bari’ abbiano origine in questo territorio vocato alla qualità, il Disciplinare di produzione specifica una serie di elementi. Prima di tutto, “le condizioni ambientali e di coltura degli oliveti destinati alla D.O.P. ‘Terra di Bari’ devono essere quelle tradizionali e caratteristici della zona e, comunque, atti a conferire alle olive ed all’olio derivato le specifiche caratteristiche qualitative”. “I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli tradizionalmente usati o, comunque. atti a non modificare le caratteristiche delle olive e degli oli destinati alla D.O.P. ‘Terra di Bari’ ”. Inoltre, si fa riferimento ai terreni più diffusi nell’areale della D.O.P. ‘Terra di Bari’ che sono di “terra rossa poggiante sulla roccia calcarea”. “La raccolta delle olive destinate alla produzione dell’olio extravergine di oliva a Denominazione di Origine Controllata ‘Terra di Bari’ deve essere effettuata entro il 30 gennaio di ogni anno”. Poi, il Disciplinare precisa che la produzione non può superare i kg 10.000 per ettaro e che la resa delle olive in olio deve essere al massimo del 22%.