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OLIO EXTRAVERGINE D.O.P. “TERRE TARENTINE”

CARATTERISTICO DI:
Taranto nella porzione censita al catasto con la lettera «A» e, in provincia di Taranto nei territori di Ginosa, Laterza, Castellaneta, Palagianello, Palagiano, Mottola, Massafra, Crispiano, Statte, Martina Franca, Monteiasi, Montemesola.

Dalle olive di varietà: 80% Frantoio, Coratina, Leccino e Ogliarola ed un 20% di altre varietà presenti nell’oliveto da sole o congiuntamente.

L’arco ionico delle gravine e le pendici della Murgia tarantina sono gli scrigni naturali che racchiudono gli uliveti della D.O.P. “Terre Tarentine”. Ogni canyon delle gravine o delle lamie, che partono dall’entroterra tarantino e si dirigono verso il mare, rappresentano un serbatoio di piante e animali la cui biodiversità è evidente al primo sguardo.

La storia d’amore fra Taranto e l’olio extravergine di oliva – che ha contribuito ad ottenere il riconoscimento della D.O.P. “Terre Tarentine” – è antichissima e parte dalla presenza diffusa dell’olivo selvatico, detto olivastro, di cui sono state trovate testimonianze risalenti alla preistoria.

La coltivazione dell’olivo domestico, qui, si diffuse grazie ai Greci ed ai Fenici. La cultura dell’olio di oliva si sviluppò nel periodo messapico tra il V e il IV secolo avanti Cristo, come è testimoniato da tantissimi reperti archeologici come anfore che servivano per il suo trasporto e monete del periodo messapico sulle quali è rappresentata la pianta dell’olivo.


L’ulivo ha rappresentato per Taranto non solo combustibile e nutrimento, prodotto con uso devozionale, medicinale e cosmetico ma ha anche contribuito, insieme al grano, ad alimentare la vocazione commerciale del porto del capoluogo ionico. Inoltre, mentre diminuiva la copertura boschiva – per le terre fertili che mano a mano venivano destinate all’agricoltura – nei secoli la potatura degli ulivi ha continuato a garantire a Taranto la disponibilità della legna da ardere.

La conservazione del panorama agrario del tarantino, e dei suoi ulivi secolari, è andata avanti di pari passo con nuovi oliveti dediti anche alle coltivazioni in biologico.

Il restauro di imponenti masserie ha incluso la tutela e valorizzazione della corona di uliveti che le circondano, portando i turisti ad esplorare queste campagne curate come giardini in cui le api operose producono miele tarantino che, fin dall’antichità, era ed è apprezzatissimo.

In cucina, l’olio D.O.P. “Terre Tarentine”, in virtù della sua dolcezza e del suo gusto fruttato può avere un ampio utilizzo a crudo, per valorizzare antipasti di mare e di terra, primi piatti come i legumi, secondi piatti dal sapore delicato. Può donare in cottura un gusto leggero e caratteristico.


Chi sceglie di portare a tavola l’olio D.O.P. “Terre Tarentine” fa riferimento ad un prodotto che può essere immesso in commercio, come dice il Disciplinare di produzione, in “recipienti idonei con capacità non superiore a 5 litri”. “Sulle etichette delle confezioni deve essere indicata obbligatoriamente l’annata di produzione l’indicazione Terre Tarantine seguita dalla menzione “Denominazione di Origine Protetta (DOP)“, il simbolo comunitario, l’annata di produzione ed il contrassegno di garanzia composto da un codice alfanumerico univoco che assicura la tracciabilità del prodotto”.

Inoltre, “la raccolta delle olive deve essere effettuata nel periodo compreso fra il mese di ottobre e quello di gennaio di ogni anno. Le olive devono essere raccolte direttamente dalla pianta e devono essere trasportate nell’arco della stessa giornata al frantoio, dove saranno conservate in recipienti rigidi e aerati e in locali freschi al riparo da escursioni termiche, così da garantire l’integrità dei frutti. La molitura deve avvenire entro 72 ore dal deposito al frantoio.

L’olio extravergine di oliva D.O.P. “Terre Tarentine” all’immissione al consumo può essere filtrato o non filtrato e deve possedere le seguenti caratteristiche chimiche ed organolettiche:

  • colore giallo verde con fluidità media
  • sapore fruttato con media sensazione di amaro e leggera sensazione di piccante
  • punteggio al Panel test >=6,5
  • acidità max 0,6%
  • numero di perossidi =< 12 Meq 02 /Kg

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